lunedì 29 maggio 2017

Incitpit: La fioraia del Giambellino, di Rosa Teruzzi



Capì che era uno di quei famosi giorni dalla sua camminata: la sentiva andare su e giù per la camera da letto, con passi nervosi, come in gabbia.
Manuela, sua figlia, non aveva segreti per lei, si disse Patriza e, nel pensarlo, un involontario sorriso di amarezza le sfiorò il volto.
Abbassò l'audio del televisore, si raddrizzò sul divano, si strinse nella vestaglia di cachemire e si preparò ad affrontarla.
Come aveva previsto, la porta della camera si aprì e Manuela ne uscì, una smorfia di preoccupazione sul volto. Attraversò il salotto a passo di carica. "Abbiamo fissato la data" disse, lasciandosi cadere sulla potrona accanto a l ei. Cercò di lisciarsi i capelli dietro le orecchie, si aggiustò l'abito a fiori sulle ginocchia. Poi, finalmente, alzò gli occhi nei suoi: "Adesso devi dirmelo, mamma".
Non ci fu bisogno di specificare cosa. Gliel'aveva chiesto già troppe volte.
Patrizia scosse il capo: "No, non intendo farlo".

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