martedì 16 maggio 2017

Incipit: Natura morta con custodia di sax, di Geoff Dyer




"Era quel tranquillo momento della sera quando la gente del giorno è già tornta a casa dal lavoro e la gente della notte deve ancora arivare al Birdland. Dalla finestra dell'albergo guardava Broadway farsi viscida e buia sotto una pioggia indecisa. Si versò da bere e posò una pila di canzoni di Sinatra sul piatto del giaradischi...toccò quel telefono che non squillava mai e tornò alla finestra. Presto la vista di fuori si annebbiò, appannata dal suo respiro. Ricalcando la propria immagine riflessa come fosse un disegno, tracciò con il dito delle linee intorno agli occhi, alla bocca e alla testa, finchè non li vide trasformarsi in un teschio gocciolante che cancellò con il polso.
Si sdraiò sul letto, infossando appena il soffice matersasso, convinto di sentirsi rimpicciolire, sul punto di svanire nel nulla. Sparsi sul pavimento c'erano piatti ancora pieni che aveva piluccato e subito lasciato stare. Un boccone qua, uno là, e poi di nuovo alla finestra. Non mangiava quasi, ma i sui gusti non lia aveva persi.: la cucina cinese era la sua preferita, e quella che avanzava di più. Era vissuto per molto tempo di latte scremato e popcorn, ma ora anche questi l'avevano stancato. Mangiava sempre di meno e beveva sempre di più."

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